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IL GENOGRAMMA

Luglio 23, 2020 by Dr Melissa Bianco
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UNO STRUMENTO POTENTE DELLA TERAPIA FAMILIARE-RELAZIONALE:


Il GENOGRAMMA


“Nell’arco di soli 150-200 anni un individuo è il discendente di 64-128 famiglie, ciascuna delle quali gli ha dato un contributo” (Bowen, 1979).

Ricostruire la storia familiare della persona attraverso le generazioni che l’hanno preceduta permette di poter fare delle ipotesi circa il suo “funzionamento” e di risalire al perché di alcuni suoi “blocchi” o difficoltà psicologiche e/o relazionali. Come scrisse Bowen, ciò che è accaduto “ai piani sopra” dà il proprio contributo, ci condiziona come un fiume che nel suo inesorabile scorrere, porta con sé i detriti, dalla sorgente fino a valle.

Il genogramma ci aiuta ad aprire un varco nella nostra storia, a darne una rilettura con occhi nuovi, più consapevoli.

Questo strumento, proposto da Murray Bowen (1979), fa parte del bagaglio di ogni terapeuta relazionale e familiare. Si tratta di un diagramma che organizza le informazioni rispetto ad ogni fase del ciclo vitale della persona o della coppia/famiglia in terapia, risalendo di due o tre generazioni. Lo scopo è quello di andare a ricostruire l’evoluzione storica della famiglia nel tempo, connettendo tra loro gli eventi significativi, facendo luce sui ruoli, le relazioni familiari, le dinamiche tra fratelli, i miti, i riti e le strutture familiari. Tali aspetti, come detto sopra, possono andare a gravare, in modo spesso inconsapevole sulla persona/coppia in terapia, nonostante siano passati anni o addirittura decenni.

E’ uno strumento potente. Talvolta, già il solo fatto di vedere la propria famiglia disegnata di fronte a noi può essere sconvolgente ma allo stesso tempo terapeutico. Avevo appena finito di disegnare il genogramma familiare della mia paziente quando lei, completamente arretrata verso lo schienale della poltrona, disse: “non mi ero mai accorta che la mia fosse una famiglia di orfani”. Cominciò così il viaggio dentro la sua storia che le avrebbe raccontato da dove proveniva, perché fosse ciò che era diventata, quali fossero i suoi rischi e le sue potenzialità.

E’ uno strumento di conoscenza. Permette di fare ordine nella propria storia, di svelare e ricollegare eventi collocandoli nello spazio e nel tempo.

E’ catartico. Attraverso la narrazione della propria storia ci si può imbattere in dolori arcaici non elaborati dalle generazioni sopra. Forse ora sarà finalmente possibile accogliere quel dolore e dargli voce.

Il genogramma viene utilizzato molto spesso anche in terapia di coppia. Quando i due membri si trovano in una fase di “impasse” che può portarli ad un ricongiungimento o ad una rottura, questo strumento permette ad entrambi, attraverso la narrazione delle due storie familiari, di cogliere le determinanti del funzionamento dell’altro/a. Inoltre, spostandosi dal terreno della coppia a quello intergenerazionale, entrambi hanno la possibilità di rivivere in seduta sensazioni sperimentate in passato, come figli, che sembrano riproporsi come da copione nella coppia. Lo stare in quell’antica sofferenza permetterà ai due di essere più empatici nei confronti dell’altro. Prima è necessario riflettere su di sé e sui propri processi identitari, poi sulla relazione (Andolfi e Mascellani 2019).


Dott.ssa Melissa Bianco

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