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ADHD

Attacchi di panicoSe stai cercando informazioni su come riconoscere l’ADHD, è importante partire da una conoscenza corretta di questa condizione. L’ADHD, o disturbo da deficit di attenzione/iperattività, può influire sull’attenzione, sull’organizzazione, sulla gestione degli impulsi e sul funzionamento quotidiano.

In questo articolo vediamo che cos’è l’ADHD, quali sono i principali segnali da osservare e quando può essere utile rivolgersi a un professionista per un approfondimento.

Cos’è l’ADHD?

L’ADHD (Attention Deficit Hyperactivity Disorder), in italiano disturbo da deficit di attenzione/iperattività, è una condizione del neurosviluppo che può manifestarsi durante l’infanzia e proseguire, in alcuni casi, anche durante l’adolescenza e l’età adulta.

Le caratteristiche dell’ADHD possono riguardare principalmente la disattenzione, l’iperattività e l’impulsività. La loro manifestazione può essere diversa da persona a persona e può cambiare nel corso della vita.

L’ADHD non si manifesta semplicemente attraverso la difficoltà a concentrarsi. Possono essere presenti anche difficoltà nell’organizzazione delle attività, nella gestione del tempo, nel portare a termine i compiti o nel controllare le risposte impulsive.

Per approfondire il tema è possibile consultare anche le risorse istituzionali dell’Istituto Superiore di Sanità, che raccoglie informazioni e documentazione scientifica sui disturbi del neurosviluppo e sulla salute mentale.

È importante, inoltre, ricordare che essere distratti, dimenticare qualcosa o avere difficoltà di concentrazione occasionalmente non significa necessariamente avere l’ADHD. Per comprendere se le difficoltà siano riconducibili a questa condizione è necessaria una valutazione professionale.

Come riconoscere l’ADHD?

I segnali dell’ADHD possono manifestarsi in modo diverso a seconda dell’età e delle caratteristiche individuali.

Tra le possibili manifestazioni della disattenzione possono esserci:

  • difficoltà a mantenere l’attenzione durante attività prolungate;
  • facilità a distrarsi;
  • difficoltà nell’organizzazione delle attività;
  • dimenticanza di impegni o attività quotidiane;
  • difficoltà a portare a termine compiti;
  • tendenza a perdere oggetti necessari per le proprie attività;
  • difficoltà nella gestione del tempo e delle scadenze.

Sul versante dell’iperattività e dell’impulsività, possono invece comparire:

  • irrequietezza;
  • difficoltà a rimanere fermi o a stare tranquilli in determinate situazioni;
  • difficoltà ad aspettare il proprio turno;
  • tendenza a interrompere o intervenire impulsivamente nelle conversazioni;
  • difficoltà a controllare alcune risposte o comportamenti impulsivi.

La presenza di alcuni di questi comportamenti non permette, da sola, di stabilire la presenza di ADHD. È necessario considerarne la frequenza, la persistenza e l’impatto sul funzionamento della persona.

ADHD negli adulti

L’ADHD non riguarda esclusivamente l’infanzia. In alcune persone le difficoltà possono continuare anche nell’età adulta, assumendo modalità differenti rispetto a quelle osservabili nei bambini.

Un adulto con ADHD può, per esempio, sperimentare difficoltà nella gestione delle scadenze, nell’organizzazione del lavoro, nella pianificazione delle attività o nella gestione dell’attenzione.

L’iperattività, inoltre, può manifestarsi meno attraverso un’evidente irrequietezza motoria e più attraverso una sensazione di agitazione interna o una difficoltà a rilassarsi.

Anche in questo caso, tuttavia, le singole difficoltà non sono sufficienti per formulare una diagnosi. Una valutazione deve prendere in considerazione la storia personale e il funzionamento complessivo della persona.

ADHD nei bambini: quali segnali osservare?

Nei bambini, alcune difficoltà possono emergere soprattutto nell’ambiente scolastico, familiare o nelle relazioni con i coetanei.

Può essere utile prestare attenzione, per esempio, a difficoltà persistenti nel mantenere l’attenzione, nel seguire le consegne, nell’organizzare il materiale scolastico o nel portare a termine le attività.

Anche l’eccessiva irrequietezza, l’impulsività o la difficoltà ad aspettare il proprio turno possono rappresentare elementi da approfondire.

È però fondamentale evitare di interpretare automaticamente questi comportamenti come sintomi di ADHD. La valutazione deve tenere conto dell’età del bambino, del suo sviluppo e dei diversi contesti nei quali le difficoltà si manifestano.

L’Istituto Superiore di Sanità sottolinea l’importanza di una valutazione che consideri le diverse informazioni disponibili sul funzionamento del bambino e il contesto nel quale vive.

Quando è utile chiedere una valutazione per l’ADHD?

Se le difficoltà di attenzione, organizzazione, impulsività o regolazione del comportamento sono persistenti e interferiscono con la scuola, il lavoro, le relazioni o la vita quotidiana, può essere utile chiedere un approfondimento.

La valutazione non consiste semplicemente nel verificare la presenza di alcuni sintomi. È necessario comprendere la storia della persona, il suo funzionamento attuale e l’impatto concreto delle difficoltà nei diversi ambiti della vita.

Nel caso di bambini e ragazzi, può essere particolarmente importante raccogliere informazioni provenienti da più contesti, coinvolgendo, quando appropriato, famiglia e scuola. L’ISS ha evidenziato proprio l’importanza di una raccolta di informazioni da fonti differenti nel percorso di valutazione dell’ADHD in età evolutiva.

ADHD a Verona: a chi rivolgersi?

Se vivi a Verona e provincia e riconosci in te, in tuo figlio o in una persona vicina alcune delle difficoltà descritte, può essere utile rivolgersi a un professionista qualificato per comprendere meglio la situazione.

Presso lo Psychological Studio Dr Letizia De Mori è possibile approfondire le difficoltà legate all’attenzione, all’organizzazione, alla gestione degli impulsi e al funzionamento quotidiano attraverso un percorso personalizzato.

L’obiettivo non è fermarsi all’individuazione di alcuni sintomi, ma comprendere la persona nella sua globalità, la sua storia e il modo in cui le difficoltà incidono concretamente sulla vita quotidiana.

Quando necessario, il percorso psicologico può inoltre rappresentare un punto di partenza per orientarsi verso ulteriori approfondimenti specialistici.

In conclusione

Riconoscere i possibili segnali dell’ADHD può essere il primo passo per comprendere alcune difficoltà che incidono sulla vita quotidiana. È però importante non affidarsi esclusivamente all’autovalutazione.

Distrazione, difficoltà organizzative, impulsività e irrequietezza possono avere origini differenti. Per questo motivo è importante inserirle all’interno della storia personale e del contesto di vita e, quando necessario, approfondirle con un professionista.

Se stai cercando un professionista per approfondire il tema dell’ADHD a Verona, lo Psychological Studio Dr Letizia De Mori può accompagnarti nella comprensione delle difficoltà presenti e nell’individuazione del percorso più adatto alle tue esigenze.

Per approfondire

Per informazioni istituzionali e scientifiche sull’ADHD è possibile consultare le risorse dell’Istituto Superiore di Sanitàe la documentazione disponibile sul portale EpiCentro dell’ISS.


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